martedì 16 novembre 2010

Saturday Night Live

Un pomeriggio di passeggiata veloce a Central Park a salutare l'"Imagine" di John Lennon e poi alla laundry con una borsona piena di cose da lavare. Un'ora e mezza in lavanderia: quanto tempo sprecato!
Ma è sabato e la città si sta preparando per scintillare ancora di più. Ragazze con mille borsine di nuovi acquisti popolano la metro, stasera bisogna essere notati, bisogna essere impeccabili, solo così si può entrare nei club più esclusivi, o almeno provarci, dato che alcune volte non basta nemmeno avere bella presenza o stile.
Tra tutte le zone di Manhattan è il Meatpacking District, un piccolo quartiere tra il West Village e Chelsea che ospitava per lo più mattatoi, ad attirare la maggior parte di quelli che vogliono far festa. Ora girando per le sue vie si possono trovare boutiques di stilisti come Alexandre McQueen, Stella McCartney e Moschino, i quali hanno ricavato dei negozi dal design accattivante da queste fabbriche dismesse. E' questa la nostra meta per la serata, vogliamo provare ad entrare al Plunge, il rooftop dell'hotel Gansevoort.
Io e Alex arriviamo prima degli altri e ci fermiamo a bere un buon bicchiere di vino italiano in un bar e mentre fumiamo una sigaretta chiediamo informazioni per un altro rooftop che abbiamo notato il giorno prima passeggiando sulla High Line, quello dell'hotel Standard: il Boom Boom Room, locale aperto quest'estate che annovera tra i suoi ospiti Jude Law e Madonna. Infatti il ragazzo a cui abbiamo chiesto trattiene a stento di riderci in faccia e gentilmente ci dice che è molto difficile entrare se non conosci qualcuno o se la tua carta di credito non è placcata d'oro. Questa è una sfida!!! (Probabilmente persa in partenza)
Finiamo di fumare e ci avviamo verso la 9th Avenue dove ci stanno aspettando Pier, la Ale e Marco. Pronti per il Plunge! Arriviamo davanti all'hotel e ci mettiamo in fila con gli altri comuni mortali, ma inizia la battaglia di sguardi di fuoco con la coppia che abbiamo davanti dopo la squadrata che ci hanno piantato. Ma si sono visti?! Passiamo così circa venti minuti, ma finalmente arriviamo al cordone che ci separa dall'ingresso e..."Guys, upstair is full". Cosa?!?! No, non ci siamo capiti!! Cinque minuti di panico ed ecco che esce un gruppo di ragazzi: si è fatto posto per noi. La corda rossa si sposta e possiamo entrare per andare a prendere l'ascensore.
Al quindicesimo piano si aprono le porte e troviamo due salette abbastanza piccole, ma molto accoglienti e decisamente fashion. Prendiamo subito da bere un cosmopolitan e ci spostiamo sulla terrazza. Che panorama! L'Hudson che riflette la luna e tutte le luci di Jersey City in lontananza. Sotto di noi il Meatpacking è in fermento per la notte che riserva sorprese e i fiumi di alcol che scorrono. Qui il cosmopolitan è decisamente forte e con uno solo siamo tutti già allegri (non mi ricordavo che fosse possibile ubriacarsi con un cocktail!). Sigarette, risate e la città ai nostri piedi, così passiamo la serata, chicchierando anche di quanto sarà triste tornare alla realtà. Sì, la realtà. Questo non è reale, questo è un sogno.
Alle tre passate scendiamo dalla torre del castello e prendiamo la metro tutti insieme verso l'angolo tra la 51st street e l'8th avenue, casa, dove ci aspetta un buon piatto di pasta aglio, olio e peperoncino, naturalmente cucinata sul momento. Ultimi accordi per il brunch della domenica ad Harlem e per il giro nel Bronx, dopo di che tutti a nanna.
La luci si spengono, ma solo nel mio appartamento. La città qui non dorme. Mai.

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